lunedì 31 marzo 2014

Torino in un mazzo di tarocchi



Eccomi con un nuovo post scritto per gli amici delle Guide Bogianen. Parlo di un tour molto originale e affascinante che si terrà sabato prossimo.



Quando è nella sua casa di Parigi, Alejandro Jodorowsky il mercoledì pomeriggio  ha l’abitudine di  leggere i tarocchi ad alcuni fortunati al  Cafè Le Temeraire. 

L’appuntamento è diventato così famoso che già dalla mattina il locale è meta di una processione di persone che scrivono il proprio nome su un foglietto e lo mettono in un cestino, da cui Jodorowsky, complice il caso o il destino, estrarrà i prescelti.  E si dice che il cestino contenga in media almeno 200 nomi!

Il talento poliedrico e visionario di Jodorowsky (regista teatrale, cineasta, scrittore, poeta, saggista) è stato attratto dalla riscoperta e diffusione del significato originario dei tarocchi di Marsiglia, un’arte dalle origine antiche e oscure.

Dopo aver studiato la simbologia dei tarocchi per oltre 40 anni, Jodorowski ha incontrato Philippe Camoin, discendente diretto della famiglia Camoin, ultimo tipografo marsigliese a produrre i Tarocchi di Marsiglia, con cui ha iniziato a lavorare sul restauro dei Tarocchi di Marsiglia originari.
Grazie ad confronto certosino tra le innumerevoli versioni prodotte nel tempo e a conoscenze ignote ai più concernenti la loro storia, tradizione e i vari simbolismi che veicolano, i tarocchi di Marsiglia sono rinati fedeli agli originali del 1700, con il loro affascinante carico simbolico, di lettura e di interpretazione.  

Se il patrimonio simbolico ed esoterico racchiuso in un mazzo di tarocchi intriga anche voi, o se semplicemente avete voglia di divertirvi ad osservare Torino con gli occhi insoliti di una tradizione arcana, è nato il tour "Le vie dei tarocchi" delle Guide Bogianen.

Aggirandovi nelle vie del centro storico come in un grande mazzo di carte, scoprirete che molti luoghi e monumenti hanno un legame con i simboli e la forza degli arcani, e imparerete molte curiosità sulla storia di Torino. La Torre, La Ruota della Fortuna, la Papessa.  A quale luogo si collegano e cosa ci rivelano?  Il tour terminerà con un aperitivo in cui si potrà gustare un "assaggio" di tarocchi con l'esperta tarologa Silvia Garese.

E non abbiate timore: anche gli arcani che a prima vista potrebbero disorientarvi un po’, come l’Appeso, il Diavolo o il Matto, hanno un simbolismo ricco e non sempre ovvio, capace di darvi un responso interessante a proposito dell’argomento su sui avete interrogato le carte.


giovedì 27 marzo 2014

Leggere non è fare la contabilità


Recentemente mi è capitato sotto il naso un articolo di Internazionale intitolato "Come leggere un libro alla settimana". Lo trovate qui.  

Apprezzabile l'intenzione dell'autore, che descrive (probabilmente a un pubblico di non lettori che non sa neanche da che parte si apra un libro) i vantaggi dell'abitudine di leggere: aumenta le idee, la capacità di capire il mondo ed è addirittura "meglio della TV e perfino di internet" (sì, dice proprio così). L'obiettivo di leggere un libro alla settimana, mediamente 40 pagine al giorno, secondo lui rafforza l'abitudine di portare a termine le cose. 

Non avevo mai pensato al libro in questi termini, come un boccone indigesto da aggredire, un'attività da imporsi. Capisco che se la lettura non è una passione possa essere necessaria una strategia di attacco per farsela piacere, ma a me questo articolo ha fatto venire voglia di dedicare qualche riga alla lettura, il mio primo ed eterno amore, e di contrapporlo a questo approccio quantitativo e pragmatico.

Non quantificherò mai i libri che leggo, so di leggere tanto ma non mi interessa sapere quanti, non credo che sarei una persona migliore e più colta se leggessi con metodo 40 pagine al giorno invece di passare la nottata in bianco quando mi innamoro di un testo, e poi magari passare una settimana senza leggere perchè non ho il libro giusto per il mio stato d'animo. 

Avevo un collega che sottolineava la sua cultura dicendo che l'anno precedente aveva letto 60 libri. Echissene..., pensavo.
 Mi ricorda quei discorsi tipo: "Mick Jagger ha avuto 4000 donne nella sua vita". Sottintendendo che è un figo per questo (che poi se fosse stato un Signor Nessuno quante lo avrebbero considerato?!?). Quando inizi a contare le donne (o i libri), significa che per te solo il numero totale ha un valore, ti aiuta ad attribuirti  importanza e sicurezza.

E poi spiegatemi perchè leggere 52 libri all'anno con una timing precisa settimanale dovrebbe essere meglio di leggerne 10, magari amati, gustati in ogni parola, e interiorizzati. In quest'ottica libri come Guerra e Pace e Anna Karenina dovrebbero finire al macero, perchè la loro mole interferisce con la tabella di marcia settimanale. 
La cultura e l'apertura mentale non si appiccicano addosso con scelte del genere, a mio parere. E' un approccio diverso, non serve una strategia che ottimizzi la produttività.

Io non so quanti libri ho letto, ma so che certi libri mi hanno portata nel loro mondo, ho amato le storie e i personaggi, le parole con cui raccontano, e quando li ho terminati ho sentito un vuoto. Come degli amici cari che all'improvviso partono. 

So che ho un ripiano di libri che aspettano di essere letti e un'agendina con tanti titoli appuntati di libri che vorrei leggere.  Il rito di andare davanti alla mia libreria, o all'indice del kindle, e decidere quale è il libro giusto da iniziare è un piacere che si rinnova ogni volta, un colpo di fulmine. Lo metto sul comodino e penso "staremo bene insieme", non "Una settimana e ti faccio fuori".

E se al primo capitolo c'è qualcosa che non mi spinge a continuare, senza rimorsi chiudo il libro e lo rimetto nello scaffale, in attesa di tempi migliori.

Da quando avevo 5 anni e sillabavo le storie di Barbapapà, leggere è la cosa migliore che ho imparato.

E voi cosa ne pensate? Come vivete la lettura?

lunedì 24 marzo 2014

Racconto la mia città con le guide Bogianen

Tra gli incontri interessanti che ho fatto nel 2014 ci sono le Guide Bogianen, due guide turistiche molto "unconventional" che hanno inventato un nuovo modo di scoprire Torino adatto anche a chi ci vive da una vita. 

Con loro è nata l'idea di raccontate qualche lato insolito o meno conosciuto di Torino. 
I miei post saranno pubblicati sul blog del loro sito e anche qui, perchè da torinese d'adozione mi fa piacere fare un po' di pubblicità alla città dove ho scelto di vivere.

L'aperitivo torinese, il vermouth


Tra i primati di Torino (la prima capitale d’Italia, la nascita dell’industria cinematografica italiana e della RAI, il primo Museo Egizio del mondo, tanto per citarne alcuni) ce n’è uno indiscutibilmente conviviale: il vermouth, protagonista di aperitivi, happy hour e cocktail in tutto il mondo.

Quando chiedete al barman un Martini Dry con un’oliva o siete intenti a chiacchierare sorseggiando un Negroni on un Manhattan, state facendo un omaggio a Torino, che nel Diciottesimo secolo diede i natali al vermouth.

Era il 1786 quando Antonio Benedetto Carpano, nella bottega di Marendazzo di Piazza della Fiera (oggi Piazza Castello) mise a punto la ricetta di un vino liquoroso aromatizzato con una miscela di oltre trenta piante aromatiche tra cui spiccava l’artemisia maggiore. E proprio al nome tedesco dell’artemisia, Wermut, si ispirò per battezzare il preparato. Il successo dell’infuso liquoroso fu immediato e incontrò i favori anche del re Vittorio Amedeo III.

La popolarità della bevanda spinse altri produttori a trovare la propria formula e a perfezionare il vermouth contribuendo alla sua diffusione internazionale: Cora, Cinzano, Martini & Rossi, Gancia, Cocchi, Anselmo, Ballor, Calissano, Radicati.


Era nata una tendenza intramontabile, con i manifesti pubblicitari dei vari marchi (grafiche ricercate e memorabili, entrate nell’immaginario collettivo) che si contendevano il mercato evocando stili di vita da sogno, e con la nascita delle Terrazze Martini in tutto il mondo, dove quello stile di vita diventava una realtà da emulare.

Ecco le tappe di un percorso alla ricerca delle atmosfere del vermouth torinese, con un occhio di riguardo al fondamentale aspetto della degustazione:

1- Palazzo Rossi di Montelera, storica sede della Martini & Rossi in Corso Vittorio Emanuele II 44, realizzato dall’architetto Camillo Riccio, che ha ospitato fino al 2012 la Direzione Generale dell’azienda.

2- Museo Martini della Storia dell’Enologia a Pessione di Chieri, ospitato nelle cantine della storica sede, e Terrazza Martini, sede di eventi culturali e congressi. L’angolo bar Casa Martini offre la possibilità di gustare i più famosi cocktail che hanno come protagonista la gamma Martini & Rossi.

3- Aperitivo da Zucca: il celebre bar Zucca, protagonista indiscusso per decenni della “Torino da bere” quando chiuse portò con sé un pezzo insostituibile della memoria della socialità cittadina. A fine 2013 ha ripreso l’attività nei nuovi locali di Via Gramsci 10, dove è possibile gustare i memorabili tramezzini accompagnati dai cocktail a base di Rabarbaro Zucca (ci concediamo una digressione dal vermouth con un altro simbolo dell’aperitivo italiano).


4- Il Vermouth Tour delle Guide Bogianen, dove scoprirete che il vermouth torinese è in pieno rinnovamento, che un marchio storico “dormiente” è ritornato protagonista della movida torinese, e imparerete tanti aneddoti sui protagonisti della storia dell’aperitivo sabaudo famoso nel mondo. Imprescindibile la degustazione finale!
 http://i890.photobucket.com/albums/ac102/BereniceCat/carpanovermouth_zps6561e6ba.jpg





mercoledì 19 marzo 2014

Novità in ordine casuale


Il blog si è diplomato!

Il Blog Lab è terminato e La Chioma di Berenice ha avuto il suo bel diplomino, che poi significa un grande bagaglio di nuove competenze, una lunga lista di cose ancora da approfondire (per non annoiarmi nei prossimi mesi!) un gruppo di blogger con cui confrontarmi e con cui abbiamo formato un gruppo "ex allievi"  su Facebook.

Abbiamo terminato con la lacrimuccia perchè si era creata  davvero una bella atmosfera, ma con la consolazione che partirà il Blog Lab 2. Le cose da perfezionare sono tante e c'è ancora tanta voglia di mettersi in gioco.

Abbiamo anche il logo in esclusiva creato da Cecilia, che avete conosciuto la scorsa settimana nell'intervista .

Alcune persone mi hanno chiesto info sullla seconda edizione del Blog Lab, che partirà a maggio; qui potete trovare  tutte le info. 


Io sto imparando a scrivere

Ho iniziato il corso di calligrafia, dedicato alla carolingia, un alfabeto con una storia millenaria e (dicono) facile da eseguire. 

Io armeggio con pennino e inchiostro producedo pagine e pagine di zampe di gallina, fogli sgualciti e dita macchiate, ma non mi demoralizzo. Mi sembra di essere in prima elementare ai tempi del libro Cuore (vedete un po' voi con quali modelli sono cresciuta), a compilare pagine di aste e tondi con la boccetta dell'inchiostro sul banco.
Almeno qui non c'è un maestro cattivo a bacchettarmi, ma un'insegnante paziente e delle compagne comprensive. Infatti sono l'unica principiante assoluta in un gruppo di tranquille signore che producono con naturalezza lettere eleganti e svolazzi. Ogni tanto vengono a dirmi una parola di incoraggiamento, ammirano i miei progressi! 

Sappiate che non mi scoraggerò, sono troppo cocciuta per arrendermi.




Provo a raccontare la mia città

La amo perchè l'ho scelta 12 anni fa e continuo a starci bene. Torino mi piace perchè ogni volta trovo degli angoli che non conoscevo, imparo un po' della sua storia, guardo il fiume e le colline che si mischiano alla città, scopro idee, locali e persone interessanti.
Tra gli incontri interessanti che ho fatto recentemente ci sono le Guide Bogianen, due guide turistiche molto "unconventional" che hanno inventato un nuovo modo di scoprire la città adatto anche a chi ci vive da una vita. I loro tour tematici offrono sguardi insoliti su Torino e comprendono storia, arte, curiosità, aneddoti, degustazioni, incontri con artigiani e artisti.
Insieme a loro vi farò scoprire una Torino meno grigia e più vivace. Dove? Sul blog del loro sito, ma i post saranno pubblicati anche qui sulla Chioma di Berenice.
Ah, se volete farvi un regalo o fare una sorpresa a qualcuno, i tour delle Guide Bogianen sono decisamente abbordabili, un'occasione per passare un sabato o una domenica diversi dal solito.

PS: Se non sapete cosa significa Bogianen vi aiuta Wikipedia


sabato 15 marzo 2014

La netiquette, questa sconosciuta


C'è un galateo anche sul web, come in tutti gli spazi di socializzazione, e ci sono comportamenti che fanno saltare i nervi.

Il web e la netiquette: che cosa non sopporto online!  è il tema che propone la staffetta "Di blog in blog" di marzo. La staffetta è un'iniziativa molto simpatica: ogni mese i partecipanti scelgono attraverso un sondaggio il tema da trattare sul proprio blog, e che pubblicheranno in contemporanea il giorno 15 alle ore 9Per saperne di più, questa è la pagina Facebook.

Cosa non sopporto? Recentemente mi è successo un episodio che mi ha dato moooolto fastidio e mi ha fatto riflettere sul fatto che la distinzione tra social network e vita reale non sia chiara per tutti. Essere amici su Facebook non significa essere AMICI nella vita reale e avere il diritto di inserirsi nella vita degli atri, entrare nel loro spazio vitale con invadenza. Il concetto di amicizia diventa un po' superficiale.

Vi racconto l'episodio, e poi mi direte cosa ne pensate.

Un po' di tempo ho scritto sulla mia bacheca di Facebook che mancava un mese al concerto dei Depeche Mode (il mio gruppo preferito, ormai lo sanno anche i muri!) e che non vedevo l'ora di andarci. Una mia collega di lavoro, una conoscente con cui non ho mai detto più di un "ciao, buon weekend" mi contatta dicendo che ha letto il mio post e che una sua amica  vorrebbe andare al concerto ma è sola, e lei ha pensato di farci andare insieme.
Le spiego che ho preso i biglietti mesi fa, che i posti sono numerati e che sarò con il mio fidanzato e alcuni amici, quindi non indipendente. La collega insiste, vuole sapere in che settore ho i biglietti per comprarne uno vicino a me (per fortuna non lo trova...) mi dice che l'amica vuole un gancio per entrare e uscire dal concerto ed  essere accompagnata alla macchina.
Continuo a fare obiezioni perchè voglio essere autonoma e soprattutto mi infastidisce la sua insistenza. E' un concerto a cui tengo tantissimo e voglio godermelo con P. senza un'estranea. Forse ho sbagliato a non dirle direttamente "No, scordatelo, non la voglio", ma credo che la gente dovrebbe capire quando è invadente e tu cerchi di chiudere il discorso con educazione.
Il giorno prima del concerto l'amica in questione mi contatta e vengono fuori le sue aspettative: non sa la strada e vorrebbe che la andassi a prendere e la riportassi a casa (oltretutto abita fuori città), ha esigenze specifiche di orario a cui mi dovrei adeguare. Quando le spiego che non andrò in auto e ho appuntamento con amici chiude la telefonata con freddezza, senza neanche un "grazie comunque", per esempio.

Dalla mattina dopo la mia collega inizia a tenermi il muso, io non credo di doverle spiegazioni: da una semplice frase letta su Facebook si è allargata troppo. Non sa nulla delle mie abitudini, di me e ha dato per scontato che io fossi a disposizione della sua amica come un taxi, forse perchè al lavoro in genere sono una persona disponibile.

Risultato: ho creato un gruppo di persone su Facebook che non possono vedere i miei aggiornamenti di stato.

Per scoprire quali sono gli errori di netiquette che danno più fastidio leggete i post delle altre partecipanti alla staffetta Di blog in Blog:
  1. Sara - Stelllegemelle - http://www.stellegemelle.com/search/label/di%20blog%20in%20blog
  2. Alessia scrap & craft - http://www.4blog.info/school
  3. Accidentaccio - accidentaccio.blogspot.it
  4. Ma la notte no!- www.malanotteno.wordpress.com
  5. Elisa - http://unaltracosabella.blogspot.it/
  6. Carla http://manidimammacarla.blogspot.it/
  7. Vita da Stre....mamma http://curvymommystyle.wordpress.com
  8. Norma - http://voglioilmondoacolori.blogspot.it/
  9. Simona -http://disoleediazzurro.wordpress.com/
  10. Federica - http://mammamogliedonna.it/staffetta-di-blog-in-blog
  11. Cristina - http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.it/
  12. Marzia- www.quellocheunadonnadice.blogspot.it







giovedì 13 marzo 2014

Welcome to my world: Cecilia K


Oggi abbiamo ospiti! 

Vi presento Cecilia K, blogger di www.calligraphando.com, prima ospite della nuova rubrica, Welcome to my world [un premio speciale a chi individua per primo la citazione musicale ;-)] 
Sarà uno spazio per chiacchierare con le blogger che seguo e che apprezzo per le cose che sanno fare, per quello che hanno da dire e per la personalità che rivelano dai loro blog. 

Ho conosciuto Cecilia al Blog Lab e mi ha subito conquistata per due motivi: la sua passione e competenza per la calligrafia, a cui mi sto interessando, e la sua capacità di trasmettere entusiasmo e positività. Sapete quelle persone che in un gruppo sanno mettere armonia, partecipano con naturalezza ai discorsi, si interessano alle persone in modo accogliente e arricchiscono il gruppo?  Cecilia è una di loro!

Ma facciamola accomodare, lasciamo che si presenti.

Ciao Cecilia, come nasce il tuo blog www.calligraphando.com? [magari lo conoscete con il nome ckmystyle.blogspot.it, l'indirizzo che aveva fino a poco tempo fa].
Il mio blog è nato a fine Agosto 2012 un po' per caso, come molti blog che conosco. Era uno spazio per condividere la mia passione per la creatività ed il riuso creativo, le notizie legate ad uno stile di vita più sano e rispettoso. Mentre mi orientavo nell'immenso mondo dei blog ho scoperto una rete di donne fantastiche sparse in tutta Italia e fuori. Le esperienze con cui venivo in contatto mi hanno fatto arrivare a dare al mio blog il taglio che ha oggi, parlando di un mio amore di sempre: la calligrafia. Che sta diventando più di una passione. Tanto è vero che recentemente il blog ckmystyle è diventato www.calligraphando.com. Dove rimane il mio stile, ma si parla soprattutto di calligrafia, un'arte favolosa.

Presentati in un tweet.
Classe 1967, una laurea in lingue straniere, un compagno, due gatte pasticcione, poco tempo e tanti sogni, sempre di fretta e sempre con le dita sporche di inchiostro!
{escludendo gli spazi, ho usato esattamente 140 caratteri!}


La calligrafia: cosa ti ha fatto innamorare di questa disciplina? Quali sono gli aspetti della calligrafia che le persone conoscono poco o non si aspettano?
Cosa mi ha fatto innamorare della calligrafia... sicuramente il fatto che a me venisse naturale scrivere bene e che fossi attratta dai caratteri calligrafici, mi piaceva moltissimo guardare come erano fatti. Nel tempo poi ho iniziato a studiarla, a esercitare diverse forme di calligrafia. Internet ha sicuramente aperto l'accesso a infinite risorse anche nel campo calligrafico, ma l'incontro con i calligrafi e vedere dal vivo come realizzano le loro opere rimane un must che non può essere paragonato ad un video o da un tutorial. 
L'aspetto terapeutico dell'arte della calligrafia è certamente quello meno conosciuto dalle persone. Esercitare la calligrafia è un modo per combattere l'ansia perché ti costringe a pensare a quello che stai facendo, ti impedisce di “pensare” troppo e vuota la mente. L'aspetto meditativo va a braccetto con questo concetto di pensare al “qui e ora”. E praticando la calligrafia hai il piacere di creare qualcosa di artistico che si concretizza davanti ai tuoi occhi, perciò ha anche un'implicazione nell'aiutare la crescita dell'autostima e delle proprie capacità creative.


Perché secondo te, in un’epoca in cui la grafica su pc può creare qualsiasi effetto con un numero infinito di font, molte persone tornano ad apprezzare il valore di un testo scritto a mano e ad affrontare un percorso di apprendimento lungo?
Come la stampa è nata dalla scrittura a mano, anche l'arte del lettering e i font nascono tutti da bozzetti fatti a mano e poi trasferiti in digitale. 
Sapevi per esempio che il famoso font Helvetica che tutti conosciamo è stato commissionato da una tipografia svizzera ad un disegnatore di nome Max Miedinger {http://it.wikipedia.org/wiki/Max_Miedinger}. Come vedi, ogni font digitale deriva da una creazione umana. La calligrafia e le arti dei disegnatori non sono mai scomparsi,ma l'avvento dei computers ha relegato la calligrafia a opere di nicchia.
Il ritorno alla calligrafia è ancora legato alla passione delle persone per la bella scrittura. Molto stanno facendo le mode nate negli Stati Uniti di avere caratteri in stile “handwriting” per realizzare poster o scritte. E ben vengano anche le mode se ci fanno riscoprire il piacere di scrivere!

 Una persona come me, che non ha mai avuto particolare talento per il disegno e la grafica, può aspettarsi di avere dei risultati nella pratica della calligrafia con un esercizio costante e paziente? Possiamo valorizzare con l’esercizio la nostra naturale scrittura?
Assolutamente SI! 
La calligrafia {kalòs graphia, dal greco, letteralmente bella scrittura} si ottiene con la pratica! Non serve un particolare talento, anche se ovviamente chi è portto per le arti grafiche è avvantaggiato, serve la costanza dell'esercizio. Fare pratica ed usare gli strumenti giusti è il segreto per ottenere risultati in questa arte. E spesso la cosa più bella è imparare la tecnica per poi rompere le regole, portando la tecnica nella nostra scrittura quotidiana, applicandola al nostro stile di scrittura. Perché non tutti possiamo essere calligrafi professionisti come Alessandra Barocco, Francesca Biasetton o Luca Barcellona!

Il tuo stile calligrafico preferito.
Sicuramente il Corsivo Inglese. E' quello che sento più vicino al mio naturale modo di scrivere. Ma poi ci sono tutte le influenze moderne del handwriting anglosassone di cui parlavo prima.


Regalaci una foto del lavoro fatto da te di cui sei più orgogliosa.
Forse per la frase che ho scritto ed il significato che ha per me, ma quella di cui vado più fiera è questa:  




 Regalaci un tutorial dal tuo sito.
E' un tutorial molto semplice che è uscito quando ho iniziato la mia serie di monogrammi floreali da scaricre e stampre, lo trovate qui http://www.calligraphando.com/2014/02/how-to-embellish-a-letter.html
Si tratta di semplici ispirazioni per abbellire una iniziale, può essere l'iniziale della persona alla quale facciamo un regalo che vogliamo accompagnare con un biglietto scritto da noi, per esempio. Oppure per preparare, come spiego nell'articolo, delle etichette per le nostre conserve. Insomma, gli usi della calligrafia creativa nella vita quotidiana sono infiniti!
Seguiranno altri tutorial sulla calligrafia creativa nelle prossime settimane, uno dei primi che voglio preparare è sull'ombreggiatura delle nostre scritte. Vi invito a seguirmi via email o socials, li trovate sul mio sito.

 In campo calligrafico chi sono i tuoi artisti preferiti, o i tuoi modelli di riferimento?
Sono entrambi italiani e li ho citati in precedenza, una donna ed un uomo, ognuno con uno stile che mi incanta: Francesca Biasetton {www.biasetton.com} e Luca Barcellona {www.lucabarcellona.com}. Francesca Biasetton ha una calligrafia freschissima e naturale. Luca Barcellona è invece il mio punto di riferimento per le scritte tipo lettering.

Non vi è venuta voglia di prendere pennino e inchiostro? A me sì!
Grazie, Cecilia, e una carezza alle due micie!


martedì 11 marzo 2014

I giardini di marzo

Domenica sorsa siamo stati nelle colline del Monferrato a visitare un circuito di poderi, cantine vinicole e giardini privati aperti al pubblico per la giornata "I giardini di marzo" organizzata da www.castelliaperti.it.

Questa volta ho deciso di lasciare da parte le parole e le descrizioni (lo so, a volte mi dilungo un po' troppo...) e far parlare le immagini, perchè certi paesaggi meritano di essere protagonisti. 
Le foto sono scattate da P. che con l'obiettivo ha più confidenza di me.

L'itinerario dettagliato è disponibile sul portale Astigiando.it:
http://www.astigiando.it/place/moncalvo-grazzano-badoglio-marchesato-del-monferrato/


 photo P1000779_zpsa21e88dc.jpg



 photo PORTA_zps7ac79981.jpg
La Tenuta Santa Caterina a Grazzano Badoglio.






 photo CANE_zps1747b720.jpg
Un simpatico cucciolone
 photo P1000749_zps52c76dcd.jpg
Il palazzo del Gattopardo io lo immagino così
 photo P1000755_zps72a3186e.jpg
Cantina scavata nel tufo, il tipico "infernot"
 photo cantina_zpsad426fdf.jpg
La cantina della tenuta Santa Caterina

 photo P1000770_zps530ed5fa.jpg
Panorama da un terrazzo
 photo P1000771_zps1551b7b9.jpg
Colline a perdita d'occhio
 photo P1000772_zpsf11ea97c.jpg
Le brume del tramonto